Erano anni che si aspettava l’inaugurazione del Corinthia a Roma. L’annunciata apertura nel 2023 è stata posticipata per permettere di perfezionare ogni dettaglio del progetto e non deludere le attese. E quando il 28 febbraio 2026 le porte hanno tagliato il nastro, era il cinque stelle lusso che avevano promesso.
D’altra parte la sede storica di rappresentanza della Banca d’Italia è un edificio di fine Ottocento protetto dalle belle arti, e ogni intervento è stato il risultato di una mediazione delicata tra idee del passato ed esigenze del presente.
Dal 2018, quando è stato comprato dai Reuben Brother per creare il primo Corinthia italiano, i lavori sono stati molto impegnativi, ma hanno consentito di recuperare un patrimonio culturale di grande valore.
La Sala del Consiglio, la stanza più sontuosa del palazzo, sembra un piccolo museo, con le pareti affrescate dedicate alla attività economiche dei primi Novecento, gli stipiti stuccati, le dorature, le sculture dei geni italiani, da Marco Polo ad Alessandro Volta, i mosaici del pavimento, i vetri colorati, il soffitto dipinto con una collezione numismatica dagli Etruschi al 1921, anno di inaugurazione del progetto di Pio e Marcello Piacentini. Questo splendido salone oggi è luogo di eventi e feste, quando non è prenotato come salotto della Heritage Suite Thoedoli, la più bella delle ventuno. Altre quattro suite sono all’ultimo piano, con terrazza privata. Per il resto tutte le sessanta camere, anche le più piccole, sono spaziose, luminose, con i soffitti alti. C’è il Dyson come phon e sugli scaffali, libri d’arte e storia italiana.
La spa è stata ricavata nel caveau, dove nel 1946 erano stati depositati i gioielli della Corona sabauda appena detronata. Ora al posto di oro e tesori, custodisce i segreti del benessere con rituali antistress, cure di aging gentile e un percorso rilassante tra piscine, saune e docce che simulano il ritmo caldo/freddo degli antichi bagni romani.
Oltre al menù gourmet di Viride servito la sera solo per 28 posti, si mangia romano al bistrò Piazzetta: in una corte con divanetti e tavolini si ordinano i classici, come il carciofo alla giudea, la carbonara alleggerita, la cacio e pepe.
Chef Cracco firma anche il bar Ocra, uno spazio intimo e caldo con il soffitto a nido d’ape in foglia d’oro. Nella lista, cocktail (compresi i classici con un leggero twist), una bella scelta di mocktail e, accanto, pizza fritta, polpettine, hummus e guacamole. Al bar come nei ristoranti, guardatevi intorno perché l Corinthia è in piazza del Parlamento, proprio di fronte a Palazzo Montecitorio, e non sarà difficile incrociare qualche ministro in pausa.
Lo chef, il ristorante, le portate
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